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Polinesia. Il paradiso nascosto

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Sezione 1
Sezione 2

Isola di Pasqua, Statue Moai

James Cook. 1774

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Stavamo salpando dalla Nuova Zelanda,

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verso l'isola di Pasqua per scoprirne l'interno.
Non appena ci avvicinammo alla costa dell'isola, scoprimmo, con stupore, delle gigantesche statue. Approdammo sulla spiaggia di sabbia, dove alcune centinaia di nativi erano riuniti, felici ed impazienti di incontrarci. Nessuno di loro aveva bastoni o armi nelle loro mani; rimasi colpito dai loro modi amichevoli.
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Dopo aver offerto loro delle chincaglierie, ci portarono alcune patate, platani, canna da zucchero in cambio di pezzi di stoffa. Nei giorni successivi, esaminammo solo due o tre di queste statue, situate vicino al luogo in cui attraccammo; erano di pietra grigia, apparentemente dello stesso materiale di cui sono fatti I marciapiedi.

Alcuni degli uomini dell'equipaggio, che avevano osservato molte di queste statue, ritenevano che la pietra di cui erano fatte, fosse diversa da ogni altra presente sull'isola, e, all'apparenza, sembrava fittizia. Non riuscivamo a comprendere, come questi isolani, totalmente privi di qualsiasi conoscenza di tecnologia,

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avessero potuto erigere figure così stupende. Diedero nomi diversi ad ognuna di loro, come Gotomoara e Marapate, a qualcuna di loro, alcune volte, aggiunsero il prefisso Moi davanti al nome, la parola Areeke, che significa "riposa in pace", e, allo stesso tempo, "capo", come in effetti potemmo capire.
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Sezione 3
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Isola di Pasqua, Statue Moai

James Cook. 1774

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John Byron. 1765

Tuamotu, Al largo delle isole

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